Grizzly Pensiero 
11 giugno, 2006
aggiornato il 26\10\07

La moto è la passione, il viaggio è la strada
che vive in quella linea sottile che raccorda una curva ai propri pensieri
che legandosi alla propria ombra
ci fa essere vento e foglie smosse.

con La mano che quasi si allunga fino a sfiorare l'asfalto,
fino a quasi far sentire l'onda di un fiume in piena che ti scorre addosso e sulla faccia,
fuori e dentro di te,mentre nella testa, nello sguardo
siamo già oltre quella la curva...




L'andare in moto.

Non mi è mai interessato molto andare sparato, non è la velocità che mi prende, è la guida che mi piace, il danzare tra le curve, la seconda la terza da tirare, il sentire la moto, sentire che si inserisce in curva assecondare i suoi movimenti... ti aiuti col corpo... senti la moto scorrere dentro la curva mentre dosi l'acceleratore sei lì che stai per uscire seguendo la traiettoria
mentre il tuo sguardo è già oltre. E' solo una curva ma potrebbe essere
il tunnel del surfista che con la mano accarezza l'onda...
da qui il mare è lontano, stai salendo ai mille metri ma il sale lo puoi sentire addosso, lo puoi sentire dentro mentre l'aria fresca ti arriva sulla faccia sorprendendoti dietro ad ogni curva facendoti sentire vivo.
Fai una pausa... guardi tutto quello spazio intorno a te...
il mare tutto quell'azzuro lì in fondo...
lo puoi vedere respirare mentre da qui tutte le fiumare si fanno strada verso quell'azzurro.
Scollini...
altre strade altri fossi,
il sole tra i rami degli alberi
che va giù...
il freddo pizzicha un po ma fa parte del gioco...
entri in un piccolo borgo e subito scopri un angolino di mondo che prima non
conoscevi ma che adesso fa parte di te,
la piazzetta la fontana... ti lavi il viso...
cazzo se è fredda ma ti viene da ridere.
Un caffettino è d'obbligo così entri in un bar...
saluti la gente ti guarda incuriosito, scambi due chiacchiere racconti un pò che stai facendo un giro in moto e ti salutano con allegria quando vai via poi ancora su quella sella...
la discesa è un lento planare, i fari accesi illuminano l'asfalto
ti avvicini al mare, non lo vedi ma lo puoi sentire e sai che c'è...
fin quando diventa il tuo compagno sulla strada del ritorno...


la fase digestiva dell'orso

L'emozione in una curva

E' difficile spiegare quello che si prova quando si abbbassa la visiera, quando si sente quel rumorino sordo "stack" e tutto il resto rimane fuori... sei solo tu e la tua moto... (beh discorso a parte da quando :)) abbiamo gli auricolari,e in cuffia i vaffa e i commenti si sprecano...)sei solo tu e la strada, quella strisciolina che s'inerpiaca su verso le montagne.... pian piano scaldi la gomma che diventa nera come l'asfalto, la strada continua a salire e tu dentro trovi il tuo ritmo, la mano sulla manopola del gas diventa un'estensione della tua mente in un quadro sinaptico impossibile da ricostruire a mente fredda, il tuo corpo diventa il terminale di mille segnali, mille variabili che partono dalla gomma, si trasmettono al monoammortizzatore, passano attraverso il telaio e arrivano al tuo corpo alla tua percezione. Da li in poi è tutto un gioco ad incastri, è tutto un camminare sopra un tappeto di perle, quell'attimo, un attimo solo in cui scocca quella scintilla che ti tiene incollato all'asfalto, che ti fa andare veloce che ti fa danzare tra le curve,in un gioco quasi ritmico, cadenzato, nella tua mente si forma una linea bianca che solo tu puoi vedere (f4 gp2)che solo tu puoi seguire... mentre pieghi e quasi gli stivali strisciano l'asfalto, pieghi e senti la gomma al limite,le curve si sostituiscono l'una a l'altra veloci come dei cerchi concentrici sull'acqua allontanati da un sasso, e ti restituiscono dentro quell'emozione che chi solo ama e guida una due ruote può sentire, può comprendere.
La frizione stacca lenta, la marcia più bassa appena entrata ti tiene dentro quella linea di confine... quando rialzi la moto per ributtarla di nuovo giù dentro la curva successiva, quel magico gioco si completa...
le perle scivolano tutte insieme all'unisono...
i cerchi sull'acqua hanno la stessa durata, lo stesso allungo lo stesso eco, la linea da seguire diventa ancora più intensa e limpida dentro di te che la puoi seguire ancora una volta perchè sai già che ti porterà ancora dentro quel momento perfetto che è l'affrontare una curva.
Quando poi guardi negli specchietti e vedi i fari accese dei tuoi amici e sai che puoi condividere tutto questo con loro, capisci che non servono le parole, diventano superflue... basta fermarsi al bordo della strada e darsi un occhiata per dirsi tutto, e a volte una risata copre tutto quanto.


dite che regge sto ponte?


The sound of silence

Ho provato a scrivere ma non mi venivano le parole, arrivano solo adesso, assieme alla pioggia che scivola giù soffiata contro i vetri della mia stanza... uno scroscio di pioggia che cade piano, che leggero ti scivola addosso che ti entra dentro nella carne, ti prende i pensieri, avvolge la tua mente e ti fa cadere giù, dalla porta dei sogni al pozzo dei desideri, ambienti diversi,suoni, suggestioni che appartengono ad un'altra parte di te.

Ed io non ho nemmeno una birra da bere...

da un deserto di colori che insieme incanta ed ipnotizza ad un oceano di silenzio fatto di odori e sapori fatto di sole che ti scalda addosso il calore del mondo, il suo respiro, lo spazio, la magia e la grazia che questo soffio che esce dalla mia bocca e mi fa respirare non è in grado di comprendere.

Ho smesso di essere immortale per rimanere sospeso a metà tra la terra e il cielo, tra il sogno e la realta, tra la consapevolezza di un destino a cui andiamo incontro senza conoscerlo veramente, e la voglia di vedere cosa c'è oltre quella porta dove si è nudi di fronte al proprio destino, incapaci di comprendere e capire.

La sensazione è quella di essere lasciato solo in mezzo a tutti gli elementi, dove non c'è spazio per tutto il bello del tuo vivere, non c'è lo spazio per tenere con se tutti gli amori e le persone care... tutto queste lacrime che scorrono come fiumi infiniti... che diventano sangue prima ancora di divenire mare ed infine silenzio.

cosa vuoi che sia la vita, cosa vuoi che sia una canzone... quando ti accorgi che hai percorso molta più della strada ancora da fare e scopri di non avere con se nemmeno le corde di una chitarra...


silenzio, lo spazio nel tempo.

quello che…
12 Giugno 2006

Quello che ti passa per la testa quando vedi una persona a cui tieni in difficoltà è già di per se un qualcosa che lascia l’amaro dentro… figurarsi poi se quella persona è Mr.cbr che rotola sull’asfalto proprio davanti a te. Sono attimi in cui ti si gela il sangue in cui pensi… porca puttana abbiamo fatto una cazz… il primo pensiero è stato quello di riuscire a fermarlo… non s nella mente mi è passata rapidamente e lucidamente questa domanda “e ora come cazzo lo fermo” lo vedevo rotolare… strisciare e non si poteva far nulla di diverso che sperarare che si fermasse presto e che non andasse a sbattere contro qualcosa… è stato un attimo… il suo sorpasso, ho subito pensato ma che cazzo sta facendo…. e poi un attimo dopo la moto a terra le scintille, la lunga scia sull’asfalto. Vederlo rialzarsi quasi subito anche se un pò shoccato e tremante ha subito reso l’aria più respirabile e dopo essersi resi conto che sono solo sbucciature, si ok bruciano fanno male ma solo sbucciature… cavolo ci siamo guardati e devo dire che forse un qualcosa che esiste e protegge è venuto fuori proprio nell’attimo giusto.

Io non ho bisogno di fare la morale a nessuno, Mr cbr lo sa l’ingenuità che ha commesso… è un ragazzo tosto e maturo e sarà capace di recepire al mille per mille lo spavento che a fatto vivere a tutti (a silver gli stava smagrendo il polpaccio) queste son cose che se la fortuna o il destino vuole che finiscono bene lasciano dentro di se una maturità nuova, la consapevolezza che tutti chi in un modo o in un altro viviamo un equilibrio precario… e che chi va in modo lo deve fare con il piacere della scoperta, di quanto sia bello essere lì in mezzo alla natura, nel percorrere una strada con i tuoi amici lì vicino a provare le stesse sensazioni… la velocità diciamolo piace a tutti, un motore che sale di giri è una scarica di adrenalina ma la mano di chi guida deve essere accompagnata da un pò di cuore, quello che ti tiene incollato all’asfalto come alla vita.

adesso ci possiamo ridere su.. ma le moto da strada non son cosa qui da noi… son troppo potenti, un attimo e sei sopra i cento i tempi di reazione sono minimi… tutti ci ripetiamo sempre che ci vuole testa… io dico adesso invece che non ci vuole solo testa, ma anche cuore.

e va benissimo così visto che lo si può raccontare.

Rimettiti in fretta, il triciclo ti aspetta!!!



Grizzly