7 luglio, 2006
Lo spazio interviste del dominatorblog:
Posaja L'endurista e Pietro Sergi Scrittore grazie ragazzi per il tempo concesso nel rispondere a queste domande:)
Dieci domande a: Posaja
postato da Grizzly
Giovedi 22 Giugno 2006
intervistiamo il Posaja per la nuova rubrichetta del dominatorblog
Mentore degli enduristi anonimi, da un pò presente anche nel mondo bloggers con il suo blog klx_blog, Posaja è un vero grande appassionato di enduro ed ha un'ottima competenza tecnica, ci siamo conosciuti in rete attraverso il sito degli enduristi anonimi, dove godevo come un matto nel seguire le loro uscite attraverso le foto i racconti l'umorismo dei loro commenti.
niente cosa dire di più, bello constatare che una semplice conoscenza può diventare una bella amicizia nata dalla passione comune per quelle cosette che hanno due ruote e fanno brun brun... anche se non si è ancora mai bevuto una birrozza assieme e ci si conosce solo sulla rete, ma a questo si porra rimedio prima o poi...
Comunque caro il mio amico posaja dalle lande desolate della calabria al cuore della capitale, una sola voce echeggia nel ventooo:
A posajaaaa portace 'na porchettaaaaaa!!!!
quale miglior inizio?
Grz01 - Posaja e la sua klx da quanti anni dura questo idillio?
Innanzi tutto permettetemi di ringraziare Grizzly per questo onore che mi fa e grazie anche a tutta la comunità di Dominatorblog che ormai sento come un gruppo di veri amici. Con orgoglio ti rispondo che a dicembre io e la mia Kawalletta festeggeremo i 10 anni d'amore senza screzi.
grz02 - cos'è l'enduro? e cosa vuol dire endurare? proviamo a spiegarlo a chi è digiuno di moto
L'enduro può esser visto sotto tanti e diversi punti di vista, c'è chi lo considera il modo più economico per approcciare al mondo delle due ruote, chi lo vede come uno sport, io per quel che mi concerne, lo considero un vero e proprio stile di vita, una filosofia. Impone grossi sacrifici ed abnegazione e ripaga il proprio ego con la soddisfazione che si prova nel superare i propri limiti e lo spirito attraverso il connubio con la natura in cui viene praticato... Ti sincronizza col mondo vero, fatto di montagne, alberi ed animali, cose che a volte si perdono di vista.
Grz03 - Posaja e i viaggi, le uscite in moto, qual'è la più bella o quella che ricordi con maggior soddisfazione?
Senz'altro l'avventura da Roma a Firenze in fuoristrada, anche perchè oltre a regalare paesaggi insoliti per ciò che sono abituato a vedere (mi riferisco in particolare alla zona della colline senesi) mi ha tenuto con l'ansia di riuscire, sia perchè il percorso non era stato mai testato (avevo realizzato la traccia GPS grazie al PC e alle foto aeree a casa), sia perchè avevo la responsabilità del gruppo ed infine perchè erano tanti chilometri da dover percorrere in poco tempo. Come tutte le cose difficili portarla a termine è stato molto soddisfacente...
Grz04 - se di colpo le verdone sparissero dal pianeta quale moto
sceglieresti?
Non sarebbe una scelta ne piacevole, ne facile. Per indole so quale non sceglierei, non vorrei un KTM perchè la trovo troppo diffusa, inflazionata e ne ho sentite di tutti i colori a riguardo. Se fosse ancora in produzione forse la VOR, ma purtroppo è fallita. Probabilmente se non avessi problemi di budget l'Aprilia RXV 450, la bicilindrica...
Grz05 - un vigile urbano ti ferma dicendo che la tua verdona fa troppo rumore e la marmitta non è a norma che fai?
Ci tengo a sottolineare che il mio scarico Leovince è civilissimo (provengo da anni di Supertrapp che mi avevano rinkoglionito di frastuoni e non ne potevo davvero +) in ogni caso non farei nulla di che, mi farei fare la multa buono, buono. Essendo Avvocato, mi diletto di ricorsi e sono abbastanza sicuro che riuscirei a non pagarla, l'importante è evitare il sequestro.
Grz06 - Come hai cominciato e cosa consigli a chi vuol prendere confidenza con le moto in generale e con l'enduro in particolare?
Il mio consiglio è quello di iniziare con criterio con le piccole cilindrate e soprattutto di non buttarsi giù alle prime difficoltà. Non andate in moto da soli, ma con gente più brava di voi e con tanta umiltà, la gara è con voi stessi e non c'è vergogna ad arrivare secondi.
Grz07 - Ti sono mai avanzati dei pezzi nel rimontare una moto?
Ho molto piacere a rispondere a questa domanda perchè al riguardo ho evoluto una teoria basata su due teoremi ed un corollario, presto in pubblicazione all'interno di un mio saggio:
I Theorema della manutenzione: ad ogni intervento ben fatto avanzano uno o più parti della moto, ne discende il
II Theorema della manutenzione: dopo n interventi di manutenzione si ottiene una moto in perfetta efficienza ed una moto smontata, da cui il
Corollario della manutenzione: le moto si autoriproducono per osmosi
(hahaha grande posaja questa me la segno di sicuro)
Grz08 - Il viaggio che sogni di fare?
Nel breve Etiopia e spero di riuscire a coronare questo sogno in Settembre, nella vita la Parigi Dakar o un'altra gara africana stile Pharaon Rally et similia
Grz09 - una volta abbassata la mascherina sul casco cosa diventa il posaja? quali sono i suoi pensieri?
Spesso rivivo le lezioni ed i consigli dei miei amici piloti che mi hanno svelato i trucchi della guida e cmq cerco di caricarmi e forzarmi ad aprire la manetta del gas
Grz10 - l'errore più stupido e quello più comune che si può fare in moto?
>
L'errore più stupido è quello di non usare le protezioni specifiche perchè in fuoristrada cadere non è un eventualità, ma fa parte del gioco (anche i manici cadono, ma si rialzano e ripartono), il più comune è togliere il gas quando si stà perdendo il controllo del mezzo, così facendo la stabilità và a farsi fottere, è noto infatti che all'aumentare del momento giroscopico della ruota aumenta la forza che tende a far star dritta la moto, in parole povere è sacrosanto il detto " se sei incerto... tieni aperto!"
Grazie a tutti ragazzi e buon enduro!!
Grazie a te per esserti prestato a questa marzullesca intervista ciao man :)
Dieci domande a: Pietro Sergi
postato da Grizzly
Venerdi 7 Luglio 2006
Pietro Sergi, giovane scrittore emergente calabrese, e grande amico di Dominatorblog,
ospite della rubrica 10 domande a...
1)Ciao Pietro, parlaci del tuo rapporto con la Calabria
Pietro e la Calabria…non hai la domanda di riserva? E un aiutino?
Scherzi a parte: per cominciare un saluto a chiunque leggerà questa simpaticissima intervista.Però è davvero materia delicata.
Cercherò di dire qualcosa di nuovo, anche se tu, Grizzly, ti sarai già fatto un’idea leggendo cosa ho scritto su 'Aspre e calde…'.
Il mio rapporto con la Calabria è come quello di un figlio con un carattere diverso da quello che lamadre vorrebbe per lui. Da questa pretesa ne scaturisce un’altra, ancora più irrealizzabile e ancora più inspiegabile: la mia.
Anch’io la vorrei diversa quella madre lì! La vorrei meno rabbiosa e più cosciente del fatto che la più bella del reame debba, per essere tale in tutto e per tutto, dimostrarsi più aperta, meno timida nel proporsi agli altri.
Forse è per mascherare questa sua timidezza che si sforza di apparire agli altri come una bellissima donna dal carattere spigoloso.
Si dimostra aggressiva per nascondere le sue debolezze.
Così, in un profondo sentimento di amore, finiamo per essere
costantemente vicini e altrettanto costantemente finiamo col litigare! Lei mi
sgrida perché sogno ad occhi aperti, io la sgrido perché non riesce mai a
crescere, a diventare bella dentro com’è bella fuori, ad impegnarsi a fondo per cercare (almeno cercare…) di eliminare alcune contraddizioni che la attanagliano da sempre, e che di riflesso si ripercuotono sui suoi figli. A volte sembra incapace di farlo. Non smetterei di scrivere, ma per sintetizzare dirò che il mio rapporto con la Calabria è di profondo amore e di profonda incomprensione.Purtroppo sia io che lei ci vorremmo diversi da come siamo, ma ci amiamo lo stesso…
2) il tuo rapporto con la scrittura?
quando hai iniziato, cosa ti ha ispirato, dove ami scrivere...
Il mio rapporto con la scrittura… beh… direi che ho semplicemente trovato il modo di esprimermi e di dar sfogo alla mia fantasia, alle mie emozioni e, perché no, ai miei sogni!
E’ una storia per certi versi strana…perché è cominciata per caso e
forse per questo motivo è venuto fuori qualcosa di nuovo; nel senso che, almenoa giudicare dai due libri finora pubblicati, viene fuori qualcosa che sembra discostarsi dai canoni abituali della scrittura.
Per me è un peccato che si pretenda di trovare in qualsiasi libro un'impostazione che debba rispondere ad un canone, ad un format. Io scrivo per liberarmi dai canoni e dai cibi preconfezionati e dunque non condivido le scuole di scrittura, le tecniche di perfezionamento e roba del genere.
La scrittura è fantasia, intuizione,
libertà di espressione a 360 gradi!
Se così non fosse (ma per fortuna nella maggior parte dei casi lo è!) mi sarei già forse stancato…
Invece, dopo aver scritto tre testi, di cui due pubblicati, assolutamente diversi, sto aspettando che la mente si liberi dagli impegni e dalla voglia di godersi INTERNEIDE e si rimetta in moto per scovare altre idee.
Altri aspetti della vita, diversi da quelli che ho provato a descrivere fino ad ora.
La vita è varia e la scrittura che la descrive, soggettivamente, dev’essere varia come e più della vita!
Dove scrivo…beh, le cose migliori credo di averle scritte in montagna.
Però, il tempo per scrivere è collegato all’attività sportiva di mio figlio: lui gioca a calcio in una squadra fuori Imola e si allena per due ore tre volte alla settimana da settembre a maggio…quelle due ore sono dedicate alla
scrittura.
Ma mi capita spesso di scrivere anche a casa, la mattina di sabato
e domenica. Avrei da raccontare degli aneddoti, ma aspetto l’input da
Marzullo Grizzly…
3)condivido in pieno, la scrittura è intuizione, fantasia... aggiungerei istinto, cuore, in fondo basta aver qualcosa da dire da raccontare...che sia frutto delle proprie esperienze o del genio della fantasia dello scrittore , anch'io bado al sodo e non alla confezione...
quella è buona solo per chi ha bisogno dell'effimero....di un fiocchetto
rosso... una patata è una bella patata perchè è sporca e sa di terra... a
differenza di quelle belle lucide da supermercato... molti non capiscono
questo... credo che anche per la scrittura sia così...ma torniamo a noi dopo
queste divagazioni marzullesche... aspettavi l'input beh eccotelo, aneddoti? vai a
ruota libera parti pure:)
Comincio dall’ultimo: sarà perché
conosco a fondo il mondo da cui sono nati e si sono mossi gli Sfiganauti (il
gruppo di simpatici e curiosi personaggi di INTERNEIDE), sarà perché quando mi metto ad esaminare umoristicamente un contesto non la smetto più, sta di fatto che questo racconto mi mette sempre di buonumore e non mi stanco mai di
leggerlo.
Lunedì, mentre rientravo da Bologna verso Imola, in treno, mi sono messo a leggerlo a campione…beh, non mi sono quasi accorto di essere arrivato e
stavo andando lungo…sono riuscito a scendere al volo, talmente ero preso dalla lettura (sarà la duecentesima…).
L’altro, che tu Grizzly già conosci, è che questo
libro l’ho scritto per rinfrancarmi lo spirito, visto che scrivere Aspre mi è
costato davvero tantissimo dal punto di vista emotivo!
Così ho detto: ora mi voglio divertire scrivendo!
Però avevo voglia di scrivere qualcosa che fosse
del tutto originale e sembra che alla fine ci sia riuscito.
Un’altra curiosità ancora,
ma non è inedita in quanto l’ho già raccontata sul blog, è che la segretaria del seggio dove ho fatto da scrutatore mi ha chiesto se poteva leggere alcuni brani di Aspre negli intervalli tra un elettore e un altro, perché aveva letto due o tre passaggi che le erano piaciuti tantissimo!
Uno era lo stesso da cui la giornalista di Sabato Sera, settimanale del circondario Imolese, aveva preso lo
spunto per scrivere una breve recensione di presentazione ad una serata in un
locale di Imola, dove io ed altri due scrittori abbiamo presentato i nostri
rispettivi libri.
Un’altra curiosità, che riguarda Aspre, è che un mio amico
aveva comprato una copia per sua moglie che legge tantissimo, ma quando gliel’ha portato lei gli ha detto che ce l’aveva in prestito dalla biblioteca, e che proprio in quei giorni lo stava leggendo.
In biblioteca ha collezionato ben 7 prestiti…io non sapevo se erano tanti o pochi, ma la bibliotecaria mi ha fatto i complimenti, dicendomi che era un’ottima media!
4 Cosa legge il Sergi lettore?
Non ho autori preferiti, ma il libro che ha avuto il merito di cambiare il mio carattere è stato ‘Il nome della rosa’, di Umberto Eco.
Per un certo periodo ho letto Milan Kundera, con 'Il Valzer
degli addii', 'L’insostenibile leggerezza dell’essere' e altri.
Molto tempo fa, per un certo periodo ho letto Erich Fromm: 'Avere o essere', 'L’Arte di Amare' e 'Fuga dalla libertà'.
Ora li ho girati a Virginia perché voleva rileggerli. Queste letture hanno influenzato in qualche misura il mio ultimo lavoro, che sto spedendo in valutazione alle case editrici proprio in questi giorni.
Mi è piaciuto molto inoltre ‘La coscienza di Zeno’ e ho letto tanti
altri libri di autori vari che ho negli scaffali del salotto.
Ora sul comodino c’è ‘Il mosaico del tempo grande’, di Carmine Abate, mentre ho sospeso,per motivi di tempo, la lettura de ‘Il riformismo Italiano’, di Giuseppe Vacca,presidente della Fondazione Gramsci.
Me ne era piaciuto molto uno di Alberto
Bevilacqua, di cui però ora mi sfugge il titolo.
Avrei voglia di rileggerli tutti, come ascoltare vecchi successi musicali.
Leggevo ascoltando i Pink Floyd e i Dire Straits e adesso mi capita di ascoltare quella musica ed associarla ai libri di cui vi ho parlato.
libri autori
preferiti?
Più o meno quelli citati, ma ci aggiungerei Stefano Benni, che
però ho un po’ trascurato ultimamente. Come potrete notare, mancano i colossi
americani e gli stranieri in generale, perché in effetti preferisco gli autori italiani.
libri rimasti dentro... se potesse rubare un libro all'universo
della letteratura su quale cancellerebbe il nome dell'autore per metterci il
suo?
Il nome della rosa!
5 Internet i nuovi media, penso agli sms agli e-book a questo proliferare di blog e nuove forme di comunicazione... fanno bene o male alla scrittura?
Mah…sono strumenti in più che la nostra generazione ha, anche questi!
Per quanto mi riguarda io inquadro il tutto nella possibilità e libertà di espressione.
Naturalmente, se a uno piace avere un blog non vedo perché non possa averlo. Il blog rispecchierà poi la qualità e l’impostazione che ognuno vorrà dargli, oppure ricoprirà la funzione per cui il suo ideatore l'ha lanciato on line.
Credo che finché si tratta di una cosa che non ti ritrovi al centro della casa (vabbè, c’è il pc e dunque è in casa pure il blog...), finché avrai gli strumenti per difenderti, tutto sia lecito.
Sono comunque strumenti che consentono ad ognuno di esprimersi in rete.
La rete è un mondo, una realtà virtuale, che mi affascina molto…infatti Internet ha ispirato Interneide…ma l’ha ispirato da un punto di vista umoristico e non a caso…
Credo che queste forme di comunicazione, e Internet più in generale, abbiano acquistato un’importanza molto grande nei confronti delle persone che, per i più svariati motivi (e Internet di motivi ne offre..) frequentano la rete, fino al punto talvolta di cambiarne il carattere.
Ed è in questo mutamento del carattere di chi frequenta la rete, in questo cambiamento del modo di atteggiarsi di chi la frequenta e nel constatare come alcuni soggetti vivono questa nuova frontiera della comunicazione che io intravedo un grande serbatoio per la scrittura stessa! Si parla tanto di periodi storici che hanno avuto grande importantanza sugli scrittori che hanno ritenuto di raccontarli, e se ci pensate sono proprio i periodi di transizione, di cambiamenti epocali derivati spesso da nuove invenzioni che sono stati al centro di studi e attenzione di chi li ha descritti, spesso postumi, proprio attraverso la scrittura. Ecco, credo che questa sia un'epoca di cambiamenti proprio grazie a Internet e che dunque meriti la giusta attenzione nel cogliere in diretta questi cambiamenti.
Quando ci si incontra tra internauti ( è successo ad esempio in occasione della visita di Virginia ad Imola) si finisce per parlare di Internet e delle nostre discussioni nei forum a cui si partecipa. Quello che mi salta all'occhio è la grande differenza di importanza che diamo noi che lo frequentiamo da chi invece non lo frequenta, che sembra lo snobbi e ci guarda come fossimo dei poveri dementi, a volte. Ma se andassimo al bar parleremmo degli avventori del bar, così come se andassimo al casinò parleremmo di quello...noi frequentiamo la rete e dunque parliamo di questa realtà virtuale...
Anche in ‘Tra sogni e conformismi’, Internet entra prepotentemente nella seconda parte del racconto ed è lì che, a mio avviso, viene forse fuori il meglio di ciò che sono riuscito a produrre in quel testo.
Quindi, dal mio punto di vista personale, credo che Internet faccia bene alla scrittura…dipende da chi scrive più che da chi legge…
E poi a Internet sono grato, perché è da li che è partito tutto e perché senza Internet oggi non sarei qui a risponderti…
6) il viaggio:tema libero
Viaggi? Beh, tanti ma pochi rimasti nella memoria. Il primo, da Natile a Imola…! Il fascino di luci lontane nella notte, guardate avidamente con gli occhi sgranati di un bambino di 5 anni…viaggi della speranza, viaggi tristi e viaggi piacevoli, tanti. Però non mi rimangono dentro. Molto bello quello verso Villadossola, 13 Agosto del 2005, che ho descritto qui:
http://pietrakappa.megghy.com/?p=5
Mete ambite: Egitto, Jamaika, Grecia, Africa.
Amo viaggiare in macchina, amo l’autostrada, ma purtroppo la macchina ti preclude la visione del paesaggio a differenza del treno.
Non mi piace viaggiare in aereo e forse proprio per questo non ho ancora visitato i paesi che ho citato.
Chissà…per adesso navigo più che viaggiare sulla terra ferma, giusto per non andare fuori tema…
7) 5 aggettivi per descrivere Interneide il tuo ultimo lavoro
Surreale, fantasioso, originale, particolare (nel senso che leggendolo ti prende ma alla fine non sai perché…), divertente! Compro una vocale: assolutamente fuori da ogni schema.
8)Quali passioni oltre la scrittura?
Tante! In ordine sparso: politica, internet, Aspromonte, calcio, agriturismo, pallavolo (sennò mia figlia mi ammazza!) Il mio sogno? Scrivere un libro nel mio piccolo allevamento, aspettando la nascita di un caprettino o un agnellino..ecco: il portatile tra le mie caprette e le mie pecore!
9 Editori, pubblicitari, correttori di bozze,giornalisti critici, chi butti giù dalla torre?
Butto giù la torre e così li faccio scendere tutti…
Gli Editori…beh, come in tutte le altre categorie del mondo ci sono gli onesti e gli sciacalli!
Purtroppo la potenza che esercita un libro è tale che loro sanno, quelli poco onesti, di poterci marciare in alcuni casi! Tu, Grizzly, hai visto che io tendo sempre ad incoraggiare chi vuole tentare l’avventura della pubblicazione di un libro. Però attenzione, perché a me per INTERNEIDE avevano chiesto 6.500 €..seimilacinquecentoeuro…avete letto bene! Per un testo che alla fine ho pubblicato gratis e con un’ottima casa editrice.
L’editore di Aspre è un pochino troppo disattento ma è una persona che non ha certo lesinato consigli e che ha parlato chiaro fin dall’inizio, quindi anche di lui non posso dire nulla di male se non che la distribuzione è lenta e molto, molto limitata!
L’inesperienza ha fatto sì che io inviassi Aspre soltanto a lui e dunque alla fine ho pubblicato con lui, ma ormai siamo prossimi alla ristampa e allora il discorso cambierà di netto.
I pubblicitari…non ci ho avuto a che fare fino ad ora, quindi…non saprei!
Correttrici di bozze…qui devo dirmi fortunato!
Ho avuto la fortuna di cominciare quest’avventura col supporto di Virginia e questo mi ha aiutato moltissimo, perché mi ha consentito di spedire testi sempre molto ordinati e già in ottime condizioni!
Mi è capitato di avere a che fare con altre 3 editor: quella de La Mandragora, con la quale ci siamo trovati a meraviglia anche perché aspre era praticamente quasi perfetto; un’altra che aveva letto Interneide per conto di una piccola casa editrice e si era innamorata follemente del testo dandomi, in modo del tutto disinteressato, una grossa mano nella rilettura e infine quella con cui abbiamo rifinito Interneide, gentilissima e anche lei molto divertita dal testo che poi è diventato libro.
I giornalisti non li ho ancora frequentati molto, ma qui a Imola ce n’è uno che è molto disponibile ed è quello nella foto con me sulla pagina ‘Incontri’ del mio sito. Il suo giornale, il 'Sabato sera', ha recensito ben due volte Aspre e il giornalista di cui parlo si è occupato personalmente di organizzare una serata di presentazione.
Ora devo portargli una copia dell’ultimo arrivato e sono curiosissimo di vedere come lo recensirà su Sabato Sera.
E’ inutile nasconderci, i giornalisti, se vogliono, possono fare molto.
In tutto quanto, se hai la fortuna di trovare gente con passione, altruista e disponibile, allora ce la fai ad emergere, ma ti assicuro che c’è tantissima invidia, sentimento pessimo che non dovrebbe albergare in persone che scrivono e che a volte ti snobbano volutamente e riescono a stento a nascondere le loro sofferenze per chi emerge senza raccomandazioni
la decima te la concedo c'è qualche tema su cui vuoi rispondere\argomentare?
Questa è la più difficile, Marzugrizzly!
Prima mi hai svuotato la cantina ora mi dici di ubriacarmi…
Ti dirò che non mi dispiacerebbe tornarmene in Calabria, nel mio Aspromonte.
Imola è una cittadina fantastica per viverci, ma siamo sempre degli ibridi.
Ho la difficoltà e il dovere di non far diventare degli ibridi anche i miei figli…all’opposto; cioè farli crescere qui e poi portarli giù, dove poi potrebbero essere loro ad avere i miei stessi problemi di ambientamento.
Se fossero grandi al punto da essere autonomi e in grado di scegliere il loro futuro, me ne tornerei giù di corsa. Mi mancano i miei viottoli sperduti, i miei giri nei boschi, la mia polvere, i miei ciliegi e la mia casina in campagna.
Ma sono sicuro che una volta tornato giù tutte le cose che mi offre Imola verrebbero fuori in modo imperioso e dopo qualche periodo comincerebbero a mancarmi quelle cose di cui non ti accorgi fintanto che ce le hai. Finché sarò qui non riuscirò a vederle, ma sono sicuro che ci sono e che addirittura potrebbero avere la meglio nel momento in cui si palesassero chiaramente.
Non cambieremo mai, non saremo mai gli stessi anche stando in città migliori, con servizi migliori e con maggiori comodità generali. Tutto ai massimi livelli, tutto è possibile, tutto si può fare ma solo se hai soldi da spendere, altrimenti sei ai margini.
Così cerchi ciò che ti manca: la semplicità e la routine del piantare l’orto, la necessità di raccogliere le olive, il dovere di aiutarsi a vicenda e i ritmi con cui sei cresciuto.
Questo cerchi, perché ora questo ti manca…sempre in bilico, sempre a cercare.
Chi è nato qui sembra avere tutto questo, ma non per questo c’è solo felicità in giro…e allora oggi è passato, per domani ci penseremo…dopodomani è troppo lontano per preoccuparsi oggi…
Grazie Roberto, un caro saluto a tutti i frequentatori e lettori del blog











